Eritrea - padre Mussie Zerai e la lotta per i diritti

Padre Mussie Zerai è stato ospite a Forlì, lo scorso 26 settembre, nell'ambito della settimana del buon vivere. Sacerdote scalabriniano, di origine eritrea, si batte da sempre per i diritti di libertà e di democrazia del suo popolo e tiene contatti telefonici e di soccorso con i suoi connazionali durante i viaggi  della speranza attraverso il deserto e il mediterraneo.

Candidato al premio Nobel nel 2015, si è trovato indagato dalla procura di Trapani per i contatti telefonici diretti ricevuti da barconi in difficoltà.

Riportiamo un breve intervista, alcune domande sull'attuale condizione dell'Eritrea, esprimendogli, come migrantes della diocesi di Forlì-Bertinoro, tutta la nostra solidarietà e condivisione del suo impegno umanitario.    

1) Puoi riassumere la reale situazione in cui si trova oggi l'Eritrea  ?

L'Eritrea oggi è una nazione dove mancano le basi per costruire uno stato di diritto, perché la legge fondamentale cioè la costituzione non è mai entrata in vigore, di conseguenza non c'è tutela per i diritti dei cittadini; ci sono molte decisione prese arbitrariamente dall' uomo forte di turno senza che nessuno possa obiettare. 

2) Quali sono le 'manovre geopolitiche ' delle diverse potenze straniere nell'area, inclusa l'Italia?   

Il regime ha fatto delle alleanze con i sauditi per la guerra in corso nello Yemen, ha dato una basa militare a UA , pure Israele è presente nelle nostre isole con un punto di ascolto, ed ha buone relazioni con l'Egitto. Tutti attori, questi, con forte interesse geo-politico nel Mar-Rosso, unitamente ad Europa e USA. Ci sono poi i nuovi attori internazionali come la Cina, Giappone che hanno aperto basi militari nel vicino Gibuti.  Quindi il regime sfrutta al massimo la sua posizione geografica e strategica nel Mar-Rosso e cosi ottiene sostegno politico ed economico dai paesi interessati. 

3)Quali  sono le responsabilità e le incoerenze dell'Europa e dell'Italia?

L'assenza totale dell'etica nel fare politica e gli interessi economici con regimi totalitari, l'ipocrisia delle "democrazie" che fanno accordi con milizie e regimi che non rispettano i diritti fondamentali delle persone, anzi sono spesso loro stesse la causa di tutto questo esodo: di fatto riconsegnando i mal capitati ai loro aguzzini. L'Italia e l'Europa sono oggi da considerarsi democrazie? esiste realmente il diritto di asilo? quando lo sforzo epocale che stanno facendo è quello di erigere muri, filo-spinato e  barriere fatte di accordi e leggi, il tutto per creare impedimenti a chi dovrebbe usufruire del diritto di asilo. 


4) Come reagire e quali iniziative possiamo intraprendere?

Il primo impegno è salvare le democrazie con tutte le tutele conquistate negli ultimi 70 anni. E quindi la lotta da fare è fermare gli squali che stano erodendo questi diritti negli ultimi 15 anni, il fiume di razzismo, intolleranza e xenofobia che sta salendo, spesso cavalcato da una certa politica fatta da imprenditori della paura, ma incapaci di fare la Politica cioè di risolvere i conflitti sociali, di creare armonia e tutelare i diritti di tutti. Quindi il cittadino ben informato e formato deve selezionare chi fa politica da chi fa solo sciacallaggio politico e mediatico senza contribuire realmente a risolvere i problemi, senza calpestare i diritti dei più vulnerabili.   

L'impegno di ciascuno di noi deve essere per la giustizia, essere procuratori e promotori di giustizia per tutti.

 

Fr. Mussie Zerai 

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