Giornata di Digiuno e Preghiera per la Pace

COSA POSSO FARE IO PER LA PACE?

«Dinanzi al tragico protrarsi di situazioni di conflitto in diverse parti del mondo - ha detto papa Francesco nell'Angelus di domenica 4 febbraio -, invito tutti i fedeli ad una speciale Giornata di preghiera e digiuno per la pace il 23 febbraio prossimo, venerdì della Prima Settimana di Quaresima. La offriremo in particolare per le popolazioni della Repubblica Democratica del Congo e del Sud Sudan. Come in altre occasioni simili, invito anche i fratelli e le sorelle non cattolici e non cristiani ad associarsi a questa iniziativa nelle modalità che riterranno più opportune, ma tutti insieme».

«Il nostro Padre celeste ascolta sempre i suoi figli che gridano a Lui nel dolore e nell’angoscia, «risana i cuori affranti e fascia le loro ferite» (Sal 147,3). Rivolgo un accorato appello perché anche noi ascoltiamo questo grido e, ciascuno nella propria coscienza, davanti a Dio, ci domandiamo: “Che cosa posso fare io per la pace?”. Sicuramente possiamo pregare; ma non solo: ognuno può dire concretamente “no” alla violenza per quanto dipende da lui o da lei. Perché le vittorie ottenute con la violenza sono false vittorie; mentre lavorare per la pace fa bene a tutti!», ha concluso il Pontefice.




Per questo motivo, invitiamo tutti, nella giornata di  Venerdì 23 febbraio, a fermarsi, pregare, riflettere sui tanti conflitti dimenticati nel mondo, in particolare quelli che hanno colpito e continuano a colpire i territori del Congo e del Sud Sudan. Chiediamo alle parrocchie di sensibilizzare sul tema e le invitiamo a partecipare alla veglia di preghiera che si terrà alle 19.30, presso l'abbazia di San MERCURIALE.
Il ricavato delle offerte andrà a sostenere i microprogetti di sviluppo direttamente sui territori colpiti dove Caritas Italiana opera quotidianamente. (In allegato la Scheda per il vostro gesto solidale)



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Il Sud Sudan, lo stato più giovane al mondo, procede sulla strada dell’edificazione e implementazione delle istituzioni democratiche affrontando una serie di sfide circa le questioni regionali, situazione politica, protezione dei civili e diritti umani. E’ divenuto indipendente dal Sudan al termine di un periodo storico di conflitto, che ha visto in un primo tempo, tra il 1963 e il 1972, la contrapposizione di forze ribelli e del governo sudanese (la cosiddetta ribellione di Anya-Nya) e in un secondo tempo (tra il 1983 e il 2005), la guerra ad alta intensità tra il regime di Khartoum e i ribelli del Movimento di liberazione popolare del Nord-Sudan (Splm-N). breve storia di indipendenza del Sud Sudan, è stata finora segnata da conflitti interni e conflitti non statali. Sin dalla sua costituzione il nuovo governo del Sud Sudan è stato coinvolto in conflitti intra-statali, soprattutto ad opera dei due principali gruppi ribelli (SSDM/A e SSLM/A), appoggiati dal governo del Sudan, con cui il Sud Sudan continua a confrontarsi militarmente lungo le aree di confine.




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La Repubblica Democratica del Congo (RDC) è vista da molti come la quintessenza del collasso di uno stato, tormentato da conflitti di varia intensità e complessità, a diversi livelli territoriali. Le fazioni ribelli combattono il governo; si combattono poi tra di loro; attaccano i civili e sono a loro volta oggetto di infiltrazioni. Non va dimenticato che l’intera regione è ricca di risorse naturali, e ciò ha determinato il prolungamento dei conflitti.