Mercoledì mattina, presso la Curia di Forlì, è stata presentata la proroga ufficiale della convenzione per il Microcredito Caritas fino al 31 dicembre 2028, una decisione che trasforma questo strumento in un presidio strutturale contro l’esclusione finanziaria per tutto il territorio romagnolo. Alla conferenza sono intervenuti S.E. mons. Livio Corazza, vescovo della Diocesi di Forlì-Bertinoro e delegato della Conferenza episcopale regionale per la Carità, il diac. Filippo Monari, direttore della Caritas diocesana di Forlì-Bertinoro e Delegato Regionale Caritas Emilia-Romagna, il dott. Giuseppe Gambi, Presidente della BCC ravennate imolese e forlivese, Giampietro Montalti, volontario della Caritas Diocesana.
Il bilancio dei primi due anni di attività restituisce la
fotografia di un progetto ad alto impatto umano ed economico: su 186 contatti
totali, sono stati erogati 114 finanziamenti per un volume complessivo di
538.200 euro, con una media di circa 4.700 euro per ogni pratica. Sebbene lo
sforzo abbia coinvolto in modo corale le diocesi di Bologna, Cesena-Sarsina,
Faenza-Modigliana e Imola, il cuore pulsante dell’iniziativa si è confermata la
diocesi di Forlì-Bertinoro, dove sono state concluse 107 pratiche per oltre
mezzo milione di euro. Per mons. Corazza, questi numeri raccontano una
prossimità che continua, poiché a quasi tre anni dall'alluvione le ferite del
territorio non sono ancora del tutto rimarginate.
L'analisi dei dati evidenzia come la natura del bisogno stia
cambiando. Se inizialmente il 70% dei fondi (circa 376.600 euro) è stato
assorbito dai danni diretti causati dall’alluvione, i restanti 161.600 euro
sono stati destinati a rispondere alle fatiche della quotidianità, come spese
mediche, bollette arretrate, debiti con la pubblica amministrazione o
l'acquisto di un'auto per poter continuare a lavorare. Questa evoluzione è
stata possibile grazie alla sinergia con la BCC ravennate forlivese e imolese, che
ha scelto di scommettere sulla persona oltre il calcolo numerico. Come
sottolineato dal presidente Giuseppe Gambi, l'obiettivo è uscire dalla fredda
materialità degli algoritmi bancari per capire se chi si ha di fronte ha ancora
voglia di combattere, promuovendo un credito basato sulla corresponsabilità e
sull'educazione finanziaria piuttosto che sul semplice assistenzialismo.
Tuttavia, la rete Caritas agisce anche come un'antenna
capace di intercettare fragilità sommerse e nuovi rischi, come il
sovraindebitamento e le truffe finanziarie. Filippo Monari ha evidenziato come
per molte famiglie sia difficile confessare il proprio stato di bisogno, mentre
Gian Pietro Montalti ha riferito di numerosi nuclei intercettati dopo essere
rimasti vittima di raggiri. Per questo motivo, ogni percorso di microcredito
parte sempre dalla redazione di un bilancio familiare, uno strumento che serve
a restituire alle persone la reale consapevolezza della propria situazione
economica.
La forza del sistema risiede infine nella sua capacità di non abbandonare nessuno, nemmeno quando non esistono i requisiti tecnici per l'erogazione del prestito. Dei 72 contatti non andati a buon fine, la maggior parte è stata comunque presa in carico dalla rete Caritas attraverso servizi alternativi come gli Empori della Solidarietà, l'orientamento al lavoro o i fondi di solidarietà per bisogni immediati. In questo modo, un eventuale rifiuto bancario si trasforma spesso in un supporto concreto a fondo perduto, garantendo che nessuno resti escluso dal percorso di accompagnamento sociale. Un'analisi ancora più profonda di queste dinamiche sarà oggetto del report annuale su povertà e risorse che Caritas Forlì presenterà il prossimo 11 giugno.

Diocesi di Forlì
Germogli e radici
Pastorale giovanile
Comitato per la LOTTA CONTRO LA FAME NEL MONDO
Caritas Italiana
Caritas Europa
Santa Sede
CEI: Conferenza Episcopale Italiana
Pastorale famigliare
Migrantes